TIBET 2005

 

Fabrizio Manoni

 

Fabrizio Manoni "Manetta", Ossolano doc, ha iniziato a praticare l’alpinismo di alto livello fin da giovanissimo. A 15 anni, in cordata con un altro ragazzino, è stato tra i primi italiani a salire la via degli Svizzeri alle Courtes nel gruppo del Monte Bianco.

Questa esperienza è stata il battesimo del grande alpinismo che, negli anni successivi, lo ha portato a scalare le grandi pareti delle Alpi, dai ripidi canali delle Alpi occidentali, alle lavagne di granito e di calcare.

Nel  1986, all'età  di 23  anni, è  diventato  professionista  conseguendo  il

brevetto di aspirante Guida Alpina, anche se, per guadagnarsi da vivere, ha fatto per molti anni il disgaggiatore.

Oggi ha 42 anni, la sua esperienza spazia dalle pareti di 8° grado alle vette Himalayane, continua ad andare in montagna con lo stesso entusiasmo di un tempo.

Negli ultimi anni ha aperto, con l’amico Accademico del CAI Maurizio Pellizzon di Domodossola, numerose vie sulle pareti dell’Ossola, dalle gole di Gondo alla selvaggia parete ovest del Pizzo Pioda in Valle Antigorio.

Durante l’estate 2002, Anno Internazionale della Montagna, assieme a Pietro Garanzini di Formazza, è partito a piedi dalle rive del lago maggiore ed è arrivato, sempre a piedi, sul Monte Rosa, concatenando in sequenza, senza mai scendere a valle, molte pareti tra le più difficili delle montagne ossolane.

Nel 2003 l’ultima ascensione degna di nota, la prima salita del Nevado Copa, riconosciuta con il prestigioso premio del CAI "Paolo Consiglio".

Amante dell’arrampicata, anche se non della monotonia dei mesi passati sotto lo stesso tiro, pratica regolarmente il Boulder ed arrampica sul 7a a vista (la sua migliore prestazione è stata 7c+ a vista nel 1997).

 

Nelle Alpi:

 

  • Molte delle classiche nelle Alpi Lepontine, in solitaria senza corda

  • 1° salita solitaria della via Desmaison ai Charmoz, Monte Bianco (a 17 anni)

  • 2 volte in solitaria la cresta sud della Noir, Monte Bianco

  • Solitaria dello sperone Frendo all’Aiguille du Midi con partenza da Chamonix, in poco più di 4 ore

  • Concatenamento in solitaria ed in giornata, dei tre pilastri del Mont Blanc du Tacul:  "Pilastro a tre Punte", "Gervasutti" (2 volte) e “Martinetti”

  • Modern Zaiten in Marmolada

  • Cassin alla Torre Trieste

  • Bettega – Solleder al Sass Maor

  • Messner al Sass de la Crusc

  • Roda di Vael

  • Via delle Guide al Crozzon di Brenta

  • Via delle Guide alla Brenta Alta

  • Via delle Guide al Croz dell’altissimo

  • Cima D’Ambiez

  • Campanil Basso

  • Spigolo Giallo alla piccola di Lavaredo

  • Costantini Appollonio alla Tofana di Rozes

  • Via del terzo spigolo alla Tofana di Rozes

  • Tissi alla Torre Venezia

  • Hasse Brandler alla nord della Cima grande di Lavaredo

  • Parete Nord dei Lyskamm in 1.30 ore

  • Cresta ovest del Salbitscheen (Svizzera centrale)

  • Grau Wand – diverse vie (Svizzera centrale)

  • Solitaria slegato in circa 4 ore della parete Nord del Cervino

  • Eiger (Oberland Bernese) parete Nord via "Il canto del cigno"

  • Cresta integrale delle Grandes Jorasses, in giornata dal Rifugio Torino al Rifugio Boccalatte

  • Pilone Centrale del Freney 

  • Direttissima al Pilastro Rosso del Bruillard

  • Ripetizione (una delle poche) della via Boivin alla Est delle Jorasses

  • Gran Capucin, vie Bonatti e altre

  • Super Couloir al Mont Blanc du Tacul

  • Diedro Macchetto al Tour de Jorasses

  • Anguille du Midi - diverse vie anche impegnative sulla parete Sud

  • Bletiere parete Ovest via Brown

  • A. du Fou Via degli Americani

  • Petit Capucin

  • Pic Adolphe via Salluard, Contamine e Gervasutti

  • Drus diretta americana

  • Goulotte Gabarrou al Mont Blanc du Tacul

  • Goulotte Cherè al Mont Blanc du Tacul

  • Goulotte Modica al Mont Blanc du Tacul 

  • Via nuova, in invernale, sulla parete Est della Weismiess

  • Via nuova, in invernale, sulla parete Nord del Fletchorn

  • Direttissima al Mittelruck

  • Pizzo Pioda, via nuova: “L’urlo della poiana”

  • Altre vie nuove nelle Gole di Gondo e nelle Alpi Lepontine

  • Attraversata alpinistica dal Lago Maggiore fino al Monte Rosa, concatenando molte pareti delle Alpi Lepontine

  • Ripetizioni di vie sportive con contenuti alpinistici e di grande impegno tecnico su tutto l’arco alpino, dal Verdon al Monte Bianco, dal Sanetch al Wenden, dalla Val Bregaglia alle Dolomiti.

 

Nel mondo:

 

  • 1986 - Prima salita della parete Nord dello Schiviling 6543 metri, nell’Himalaya indiano, con le guide Enrico Rosso e Paolo Bernascone. Otto bivacchi in parete stile "Capsula", salita che è stata premiata al Film Festival di Trento come la migliore realizzazione condotta in himalaya da alpinisti italiani nell’anno 1986.

  • 1987 - Solitaria della diretta francese all’Allpamajo (5950 metri) nella Cordillera Blanca in Perù

  • 1987 - Prima solitaria della difficile parete Sud dell’Oschapalca (5850 metri) nella Cordillera Blanca in Perù

  • 1987 - Tentativo allo sperone Sud del Nuptse (7878 metri) nel gruppo dell’Everest

  • 1989 - Tentativo alla parete Nord del Talay Sagar (6950 metri) nell’Himalaya indiano

  • 1992 - Salita con clienti all’Island Peak (6200 metri) nel gruppo dell'Everest

  • 1993 - Makalù (8481 metri) la quinta montagna della terra, scalata in perfetto stile alpino, senza portatori d’alta quota, senza preparazione della via con corde fisse e senza ossigeno, con bivacco all’addiaccio a circa 8100 metri.

  • 1997 - Aconcagua (6950 metri) con salita e discesa in giornata (13 ore) usando attrezzatura alpinistica e senza appoggi logistici

  • 2003 - Prima salita assoluta della cresta Sud del Nevado Copa (6188 metri) nelle Ande del Perù, in puro stile alpino, salita premiata con il premio nazionale del Club Alpino Accademico "Paolo Consiglio".