RIFUGIO
GUGLIELMINA - Alcuni
accessi
Da
Alagna Valsesia
possiamo
salire a piedi seguendo il sentiero, oppure salire fino al Passo dei
Salati prendendo
gli impianti, la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la
nuova funivia Funifor. Da qui raggiungiamo, con pochi metri di
cammino, il Passo dei Salati e la stazione di arrivo degli impianti
provenienti da Gressoney. Alla statua dello stambecco scendiamo a
sinistra per pochi minuti e, oltrepassato l'Istituto Mosso (in fase di
ristrutturazione), seguiamo la strada sterrata che si estende sul lato
sinistro del Corno del Camoscio ed in breve arriviamo al Rifugio Guglielmina.
A
piedi, invece, saliamo da Alagna fino a Pianalunga. Da qui proseguiamo
alla sinistra della stazione di arrivo della telecabina e seguendo il
sentiero, interrotto in alcuni punti dalla "spianata" della
pista di sci, saliamo lungo il Vallone d'Olen. Sul lato destro
ritroviamo il sentiero vero e proprio. Spesso abbiamo a vista il
rifugio, esattamente sopra di noi, visibile anche grazie alla bandiera
italiana posizionata nell'angolo della terrazza panoramica. Arrivati
ad un bivio, la segnaletica ci indica la destra e proseguiamo. Al
bivio successivo ci viene indicato il percorso di sinistra per il
Rifugio Guglielmina e quello di destra per il Rifugio Città di
Vigevano. Ricordiamo comunque che i due rifugi si trovano a pochi
metri di distanza l'uno dall'altro.
Seguiamo
a sinistra il sentiero che con il suo ultimo tratto ci permette di
arrivare proprio sotto al Rifugio Guglielmina.
Da
Gressoney,
località Staffal, lasciamo l'ampio parcheggio che troviamo sulla
sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere
il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle
per poche decine di metri, prendiamo a sinistra una strada che sale
tra alcune abitazioni. Diventa ben presto in terra battuta e saliamo
fino a che, in una curva, si stacca sulla destra una larga mulattiera
che costeggia il torrente sul suo lato sinistro. La seguiamo fino
a che un ponticello ci porta sul lato destro del corso d'acqua e da
qui seguiamo il sentiero con i ben visibili segnavia. Procediamo in
un bosco, poi in una radura erbosa che ci porta a un punto molto ripido
del nostro percorso. Qui il sentiero, misto di terra e sassi, sale
velocemente ad una baita diroccata; passiamo sulla sua destra e continuiamo.
Terminato questo tratto molto ripido, la pendenza si attenua, ora
camminiamo su terreno erboso e in breve vediamo l'Alpe Gabiet e la
stazione intermedia della cabinovia. Sul suo lato sinistro sale, con
la stessa traiettoria del secondo tratto di cabinovia, una larga mulattiera.
Percorrendola, con curve e tornanti, arriviamo in vista del Passo
dei Salati e quindi della stazione d'arrivo degli impianti. Guardando
a monte con riferimento il Passo dei Salati, a destra vediamo il Corno
del Camoscio e alla sua destra il Col d'Olen. Qui possiamo seguire
la mulattiera a sinistra verso il Passo dei Salati, oppure il sentiero
che si stacca a destra e raggiunge il Col d'Olen. Nel primo caso,
giunti al Passo dei Salati, scendiamo leggermente a destra, passiamo
dall'Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione), costeggiamo il Corno
del Camoscio sul versante valsesiano e arriviamo al Rifugio
Guglielmina. Nel secondo caso, invece, giunti al Col d'Olen, scendiamo
leggermente a sinistra ed in pochi minuti arriviamo al Rifugio Guglielmina.
Da
Gressoney,
località Staffal, possiamo anche scegliere una variante più comoda
(larga strada in terra battuta) anche se molto ripida. Lasciamo l'ampio
parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima
di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti)
e tornando sulla statale verso valle per alcune decine di metri fino
ad una curva, prendiamo a sinistra una strada che in breve diventa
sterrata. La percorriamo in un bosco fino a che si dirada e ci troviamo
in mezzo ai prati in vista di un piccolo gruppo di abitazioni. Poco
prima di raggiungerle, sulla nostra sinistra in prossimità di una
sbarra, un cartello ci indica la direzione Gabiet. Qui la strada è molto ripida ma poi, grazie a tante curve, diventa meno faticosa.
Finalmente arriviamo al punto in cui questa strada diventa quasi piana:
ancora poco e vediamo l'Alpe Gabiet e la stazione intermedia della
cabinovia. Da qui seguiamo il percorso come sopra già descritto.
Da
Gressoney,
località Staffal, possiamo anche prendere il primo tratto di cabinovia
per l'Alpe Gabiet ed il secondo per il Passo dei Salati. Lasciamo
alle nostre spalle la stazione d'arrivo e scendiamo leggermente a
destra, passiamo dall'Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione),
costeggiamo il Corno del Camoscio sul versante valsesiano e arriviamo
al Rifugio Guglielmina.
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