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Facciamo
due parole...
La
Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d'Europa, sorge a
4.554 metri sulla Punta Gnifetti, la quarta vetta, per altezza, del
massiccio del Monte Rosa.
Per
poterla costruire vennero eseguiti alcuni lavori di
“appiattimento” della cima; completata ed inaugurata nel 1893,
venne dedicata alla Regina Margherita che, con un discreto numero di
“accompagnatori”, tra cui Guide e Portatori, salì personalmente a
visitarla.
La
struttura, così come si presenta oggi, è frutto del radicale
rifacimento ed ampliamento effettuato nel 1980.
Spesso
contestata ed al centro di polemiche per la sua posizione, la Capanna
Regina Margherita è ogni anno ambita meta di migliaia di alpinisti,
che la raggiungono percorrendo le diverse vie di salita da Alagna
Valsesia, Gressoney, Champoluc, Macugnaga, Zermatt.
Alcuni
locali della struttura, in certi periodi della stagione estiva,
vengono adibiti a centro ricerche; infatti ogni anno si avvicendano
staffs medici provenienti da diversi paesi del mondo. Vengono raccolti
dati tramite i questionari distribuiti agli alpinisti che salgono, e,
in alcuni casi, vengono anche raccolti e valutati gli esiti dei tests
e degli esami effettuati sui volontari presenti: misurazione della
pressione, spirometria per la funzionalità respiratoria, saturazione
dell'ossigeno, elettrocardiogramma ed alcuni controlli neurologici.
Negli
ultimi anni un'iniziativa di questo genere, la più importante forse
per organizzazione e tipologia degli esami effettuati, è quella che
nel 1998, esattamente dal 18 luglio al 2 agosto, ha permesso di
sottoporre diverse decine di alpinisti ad una serie di tests e
controlli. A concretizzare questo "Progetto scientifico"
furono la Fondazione S. Maugeri di Veruno (No), l'University of
California di San Diego ed il Club Alpino Italiano; i coordinatori del
team medico furono il Dottor George Cremona e la Dottoressa Paola
Lanfranchi.
Presso
i locali della "vecchia" funivia di Alagna Valsesia, venne
allestito un vero e proprio centro medico, con tutte le strumentazioni
necessarie per effettuare un primo check-up agli alpinisti
intenzionati a raggiungere la Capanna Margherita. Un secondo check-up
venne eseguito a destinazione, presso la Capanna; gli esami furono
successivamente refertati e confrontati presso il reparto competente
della Fondazione Maugeri. Qui, a distanza di pochi mesi, alcuni
alpinisti furono ricontattati ed invitati a sottoporsi ad un nuovo
check-up. Vennero ricreate artificialmente le condizioni ambientali
(pressione atmosferica, ecc.) tipiche dell’alta quota, ed effettuati
i tests relativi alla respirazione.
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La
Capanna Regina Margherita ha una grande notorietà nell'alpinismo
internazionale e, come già accennato, gli alpinisti che la
raggiungono, soprattutto nel periodo estivo, sono numerosi. Molti di
loro trascorrono la notte alla Capanna Gnifetti o al Rifugio Città di
Mantova per acclimatarsi un po', ma soprattutto per poter ripartire
all'alba del mattino successivo verso la Capanna Margherita. Una volta
arrivati, rispettando ovviamente i tempi medi di salita, hanno il
tempo necessario per rientrare a valle in giornata.
Pochi
altri alpinisti, invece, salgono direttamente senza tappe intermedie,
mettendo in preventivo di passare la notte presso il "rifugio più
alto d'Europa". Tutti, ed ancor di più quelli poco acclimatati,
sono consapevoli che la notte sarà "disturbata" dai
problemi dovuti all'alta quota, il cosiddetto “mal di montagna”.
Il mattino seguente, però, possono proseguire effettuando delle
bellissime traversate, come per esempio "Zumstein-Dufour-Nordend"
oppure "Lyskamm-Castore", favoriti dalla partenza
"alta" in discesa.
Un
altro buon motivo per pernottare sulla Punta Gnifetti è il panorama.
Oltre a quello "diurno" si può ammirare, fotografare e
filmare quello della sera, della notte e del mattino.
Quest'ultimo
offre ogni volta un'alba diversa: i colori sono incredibili e spesso
sono vivacizzati da un'inaspettata nevicata notturna. La magica
atmosfera è resa ancor più incantevole dalla presenza, non affatto
rara, del mare di nuvole che separa dal mondo sottostante.
La
notte, invece, offre la vista a 360° delle circostanti vette e delle
loro sagome schiarite dalla luna; il cielo è gremito di stelle che
apparentemente sono vicinissime, e nella lontana pianura le città
ricche di luci, sembrano essere lì "a due passi".
Volutamente
lasciato per ultimo, il tramonto suscita emozioni e sensazioni sempre
diverse; i suoi colori hanno tonalità e fantasie che nascono da
fantastici giochi tra nuvole e vento. E se la serata è fortunata ?
Ecco
apparire anche lo Spettro di Brocken !!!
Banale,
ma alquanto insolito e curioso, è il fenomeno detto appunto Spettro
di Brocken (o anche Spettro di Broken), che si può
verificare al termine del tramonto, ovviamente dalla parte opposta. La
luna è già comparsa nel cielo; più in basso, appare un'immagine
proiettata dagli ultimi raggi del sole sul grande schermo
rappresentato dalla foschia serale.
Una
grossa piramide, una figura squadrata sulla sua sommità ed alla destra
un...
Sono
le sagome della Punta Gnifetti, della Capanna Margherita e... dello
"spettatore" che, incredulo, si muove per avere la certezza
di essere... "in scena".
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Un'altra
particolarità della Capanna Regina Margherita, è quella di essere
sede di una biblioteca. Il 6 agosto 2004, infatti, è stato inaugurato
il distaccamento della Biblioteca Italo Grassi, intitolato al maestro
di sci e guida alpina Emilio De Tomasi scomparso nel 2002.
Al
momento dell'inaugurazione, grazie al prezioso contributo di alcune
Case Editrici, la biblioteca più alta d'Europa disponeva
di ben 160 libri e riviste specializzate.
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