La copertina del libro

L'OMBRA DELLA MONTAGNA 


Una ricca e nel contempo eloquente letteratura canta i piaceri e i valori delle avventure sulle montagne. Sia che si consideri questa attività malata o che la si veda come una forma di elevazione (o un po’ tutt’e due), è difficile che il persistere dello spirito umano nelle avversità non susciti ispirazione. E che cosa spinge a tentare di costruire una relazione duratura, fondata sui concetti tradizionali di amore e famiglia, con un alpinista impegnato?

Maria Coffey risponde a questa domanda con la voce di coloro che hanno condiviso con lei le loro esperienze e i loro sentimenti. Il punto di vista, di cui leggiamo per la prima volta in questo libro, è quello dei familiari e degli amici rimasti a casa. La domanda che questo libro pone è la seguente: come si possono riconciliare l’inevitabile tensione tra un gioco in montagna così egoistico e rischioso e le realtà dell’altra vita, quella fatta di legami e di responsabilità?

Maria Coffey affronta tali questioni con una schiettezza non esente, però, da un’estrema delicatezza. Ha resistito all’impulso di esprimere commenti, dare giudizi, affermare che questo è giusto e quello è sbagliato.

Lascia al lettore il compito di prendere posizione.


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