Punta Gnifetti

Nome: Punta Gnifetti

Altitudine: 4.554m slm

Coordinate geografiche: Lat. N 45° 55' 38'', Long. E 7° 52' 37''

Prima ascensione: 9 agosto 1842 da parte di Giovanni Gnifetti, G.Farinetti, C.Grober, C.Ferrari, G. e G.Giordani
 

La Gnifetti, detta anticamente "Punta del Segnale" (Signalkuppe), è la quarta e quindi la meno elevata delle vette del massiccio del Monte Rosa.

Deve il suo nome a colui che, nel 1842, la raggiunse per primo: Giovanni Gnifetti, il parroco di Alagna Valsesia. Era accompagnato da Cristoforo Ferrari, Giuseppe Farinatti, Cristoforo Grober, dai fratelli Giacomo e Giovanni Giordani con l'ausilio di due portatori della Valsesia.

Sulla Gnifetti sorge il rifugio più alto d'Europa: la Capanna Regina Margherita. Da qui la vista è sensazionale non solo per la vicinanza di Zumstein, Dufour e Nordend, ma anche per l'angolazione con cui si può ammirare il Lyskamm e la sua parete nord. Inconfondibile, anche se più lontano, il Cervino. Dalla Gnifetti scende la cresta Signal che divide la Valsesia, la valle di Alagna, dalla Valle Anzasca, la valle di Macugnaga.

 

Accessi

Da Alagna prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati formati da 2 tratti: la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la nuova funivia Funifor. E' utile sapere che dal Passo dei Salati, scendendo per pochi minuti e oltrepassato l'Istituto Mosso, si raggiungono il Rifugio Città di Vigevano e il Rifugio Guglielmina (Col d'Olen). Per proseguire, invece, verso la nostra meta, ci dirigiamo verso la stazione d'arrivo della telecabina che sale da Gressoney, e a destra prendiamo il ripido e pietroso sentiero che prosegue poi più in piano con un breve tratto attrezzato (corde fisse). Con un po' di saliscendi arriviamo alla base dello Stolenberg che raggiriamo, sul lato sinistro, grazie ad un tratto di sentiero attrezzato (corde fisse). A questo punto è ormai visibile la vecchia stazione di arrivo di Punta Indren. La raggiungiamo percorrendo una cresta di grosse lastre di pietra e un breve pendio di misto. Raggiunta Punta Indren il nostro cammino prosegue verso il Ghiacciaio di Indren percorrendo un tratto pietroso (variabile a seconda della stagione). Proseguiamo sulla battuta traccia che, praticamente in piano, attraversa il Ghiacciaio. Spesso, ad un certo punto, la traccia si divide in due: quella bassa e quella alta. Con quella bassa proseguiamo in piano fino al termine del Ghiacciaio, oltrepassiamo una pietraia, poi riprendiamo a salire e in breve arriviamo al Rifugio Città di Mantova. Da qui è visibile chiaramente la Capanna Gnifetti. La raggiungiamo seguendo la traccia che sale diritta, per poi deviare a sinistra. Se invece decidiamo di percorrere la traccia alta (da valutare a seconda della stagione e dello stato di innevamento), saliamo leggermente. Terminata la neve procediamo con un sentiero di misto (terra, pietre e neve) che dopo alcuni tornanti giunge alla base di un breve passaggio attrezzato. Corde fisse ed altro ci facilitano la salita di questo ripido tratto. Raggiungiamo la sommità di questo passaggio e vediamo a sinistra, più in basso, il Rifugio Città di Mantova e a destra, più in alto, la Capanna Gnifetti. Raggiungiamo la traccia su neve che sale dal "Rifugio Mantova" e che devia subito a sinistra verso la Capanna Gnifetti. Pochi metri prima di giungere alla Capanna Gnifetti lasciamo la traccia e se è battuta prendiamo quella che sale a destra sul ripido pendio nevoso. In sua assenza possiamo puntare diritti verso l'alto sul pendio. In breve ci troviamo in una grande conca del Ghiacciaio e da qui la traccia (in condizioni normali) è evidente. La seguiamo facendo sempre attenzione ai crepacci. Attraversata la conca ci aspetta una ripida salita. Alla nostra destra abbiamo la Piramide Vincent. Continuiamo la salita che per più di una volta si attenua e sembra finire, oltrepassata la Piramide Vincent vediamo il Balmenhorn e la sua statua del Cristo delle Vette (utile riferimento). Molto importante sapere che, in caso di necessità dovuta al cattivo tempo o altro, sul Balmenhorn c'è il Bivacco Giordano. Sempre alla nostra destra poi vediamo il Corno Nero e proseguiamo fino ad un largo pianoro: il Colle del Lys. Qui siamo circa a metà tra Capanna Gnifetti e Capanna Margherita (visibile davanti a noi). Lasciata a destra anche la Ludwigshohe riprendiamo il cammino seguendo la traccia che scende leggermente e poi in piano prosegue costeggiando la Parrot; riprende poi la salita leggermente a sinistra e poi diritta verso l'alto. Alla fine di quest'altra ripida salita ci troviamo al Colle Gnifetti, da qui prendiamo a destra. L'ultimo tratto in diagonale destra e poi sinistra ci permette di arrivare sulla Punta Gnifetti, dove sorge la Capanna Regina Margherita. Per il rientro scendiamo al Colle Gnifetti e poi a sinistra verso il Colle del Lys, seguiamo il percorso di salita fino al Passo dei Salati.

[Difficoltà alpinistica: F+]

Da Gressoneylocalità Staffal, prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati. La primatelecabina raggiunge la stazione intermedia dell'Alpe Gabiet (1 bar-ristorante, Rifugio Gabiet) a pochi minuti dal Lago del Gabiet. La seconda telecabina raggiunge direttamente il Passo dei Salati. Da qui, scendendo a destra per pochi minuti e oltrepassato l'Istituto Mosso, si raggiungono il Rifugio Città di Vigevano e il Rifugio Guglielmina (Col d'Olen). Dopo questa piccola divagazione, riprendiamo il nostro cammino dal Passo dei Salati. Cominciamo subito, appena scesi dalla telecabina, la salita alla nostra sinistra. Da questo punto il nostro cammino prosegue come sopra descritto nell'accesso da Alagna Valsesia.

[Difficoltà alpinistica: F+]

 

Da Macugnaga, frazione Pecetto, prendiamo i 2 tratti di seggiovia fino al Belvedere. Da qui proseguiamo con il comodo sentiero che sale leggermente a sinistra fino alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo e proseguiamo dall'altro lato con il comodo sentiero fino al Rifugio Zamboni-Zappa. Da qui diventa un po' problematico l'orientamento in quanto non c'è sentiero o segnavia. Ci teniamo a sinistra e ci dirigiamo verso il Ghiacciaio delle Locce. Lasciamo sulla nostra destra il Lago delle Locce e attentamente scegliamo il percorso sul Ghiacciaio. Ci dirigiamo verso la sua sommità: il Colle delle Locce. Qui ci troviamo sulla linea spartiacque tra la Valle Anzasca (Macugnaga) e la Valsesia (Alagna). Seguiamo a destra la cresta e oltrepassata la Punta Tre Amici proseguiamo fino a che, pochi metri sotto a sinistra (versante della Valsesia), vediamo il Bivacco Resegotti. Qui pernottiamo ed il giorno seguente, prestissimo, proseguiamo. Riprendiamo la cresta che dopo il Colle omonimo è denominata Cresta Signal. Seguiamo questa cresta scegliendo i passaggi più idonei e, raggirato l'ultimo grosso gendarme sul lato destro, arriviamo sul pianoro innevato sotto la Capanna Regina Margherita. Lo attraversiamo, passiamo a destra del gendarme e arriviamo alla destra (lato dei tiranti d'acciaio) della Capanna che costeggiamo fino al suo ingresso.

[Difficoltà alpinistica: D]

 

ATTENZIONE

Da alcuni anni la morena del Ghiacciaio del Belvedere è in costante movimento e in continuo mutamento. Attenersi quindi a nuove eventuali indicazioni di percorsi alternativi sicuri.

Da alcuni anni il Ghiacciaio delle Locce è in costante e progressivo ritiro, diventa sempre più difficile e pericoloso percorrerlo per raggiungere il Colle delle Locce.