Rifugio Capanna Regina Margherita

 

La Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d'Europa (4554 m)

 

Nome: Rifugio Capanna Regina Margherita
Altitudine: 4.554m
Proprità: C.A.I. Varallo
Tel. +39 0163 91039
Prenotazioni Rifugi Monterosa: +39 348 1415490
Posizione: Punta Gnifetti
Località: Monte Rosa
Apertura: fine giugno - metà settembre
Posti letto: 77
Locale invernale: si con 19 posti letto
Note: coperte, stufa, stoviglie, gas, acqua di fusione, telefono di emergenza
Emailinfo@rifugimonterosa.it
www: www.caivarallo.it

 

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Refugee telephone number: +39 0163 91039
Monterosa refugees reservation telephone number: +39 348 1415490
Online booking site: www.caivarallo.it

 

 

Accessi

Da Alagna Valsesia prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati formati da 2 tratti: la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la nuova funivia Funifor. E' utile sapere che dal Passo dei Salati, scendendo per pochi minuti e oltrepassato l'Istituto Mosso, si raggiungono il Rifugio Città di Vigevano e il Rifugio Guglielmina (Col d'Olen). Per proseguire, invece, verso la nostra meta, ci dirigiamo verso la stazione d'arrivo della telecabina che sale da Gressoney, e a destra prendiamo il ripido e pietroso sentiero che prosegue poi più in piano con un breve tratto attrezzato (corde fisse). Con un po' di saliscendi arriviamo alla base dello Stolenberg che raggiriamo, sul lato sinistro, grazie ad un tratto di sentiero attrezzato (corde fisse). A questo punto è ormai visibile la vecchia stazione di arrivo di Punta Indren. La raggiungiamo percorrendo una cresta di grosse lastre di pietra e un breve pendio di misto. Raggiunta Punta Indren il nostro cammino prosegue verso il Ghiacciaio di Indren percorrendo un tratto pietroso (variabile a seconda della stagione). Proseguiamo sulla battuta traccia che, praticamente in piano, attraversa il Ghiacciaio. Spesso, ad un certo punto, la traccia si divide in due: quella bassa e quella alta. Con quella bassa proseguiamo in piano fino al termine del Ghiacciaio, oltrepassiamo una pietraia, poi riprendiamo a salire e in breve arriviamo al Rifugio Città di Mantova. Da qui è visibile chiaramente la Capanna Gnifetti. La raggiungiamo seguendo la traccia che sale diritta, per poi deviare a sinistra. Se invece decidiamo di percorrere la traccia alta (da valutare a seconda della stagione e dello stato di innevamento), saliamo leggermente. Terminata la neve procediamo con un sentiero di misto (terra, pietre e neve) che dopo alcuni tornanti giunge alla base di un breve passaggio attrezzato. Corde fisse ed altro ci facilitano la salita di questo ripido tratto. Raggiungiamo la sommità di questo passaggio e vediamo a sinistra, più in basso, il Rifugio Città di Mantova e a destra, più in alto, la Capanna Gnifetti. Raggiungiamo la traccia su neve che sale dal "Rifugio Città di Mantova" e che devia subito a sinistra verso la Capanna Gnifetti. Pochi metri prima di giungere alla Capanna Gnifetti lasciamo la traccia e se è battuta prendiamo quella che sale a destra sul ripido pendio nevoso. In sua assenza possiamo puntare diritti verso l'alto sul pendio. In breve ci troviamo in una grande conca del Ghiacciaio e da qui la traccia (in condizioni normali) è evidente. La seguiamo facendo sempre attenzione ai crepacci. Attraversata la conca ci aspetta una ripida salita. Alla nostra destra abbiamo la Piramide Vincent. Continuiamo la salita che per più di una volta si attenua e sembra finire, oltrepassata la Piramide Vincent vediamo il Balmenhorn e la sua statua del Cristo delle Vette (utile riferimento). Molto importante sapere che, in caso di necessità dovuta al cattivo tempo o altro, sul Balmenhorn c'è il Bivacco Giordano. Sempre alla nostra destra poi vediamo il Corno Nero e proseguiamo fino ad un largo pianoro: il Colle del Lys. Qui siamo circa a metà tra Capanna Gnifetti e Capanna Margherita (visibile davanti a noi). Lasciata a destra anche la Ludwigshohe riprendiamo il cammino seguendo la traccia che scende leggermente e poi in piano prosegue costeggiando la Parrot; riprende poi la salita leggermente a sinistra e poi diritta verso l'alto. Alla fine di quest'altra ripida salita ci troviamo al Colle Gnifetti, da qui prendiamo a destra. L'ultimo tratto in diagonale destra e poi sinistra ci permette di arrivare al pianoro (con la bandiera) antistante la Capanna Regina Margherita.

Da Gressoney, località Staffal, prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati. La prima telecabina raggiunge la stazione intermedia dell'Alpe Gabiet (1 bar-ristorante, Rifugio Gabiet) a pochi minuti dal Lago del Gabiet. La seconda telecabina raggiunge direttamente il Passo dei Salati. Da qui, scendendo a destra per pochi minuti e oltrepassato l'Istituto Mosso, si raggiungono il Rifugio Città di Vigevano e il Rifugio Guglielmina (Col d'Olen). Dopo questa piccola divagazione, riprendiamo il nostro cammino dal Passo dei Salati. Cominciamo subito, appena scesi dalla telecabina, la salita alla nostra sinistra. Da questo punto il nostro cammino prosegue come sopra descritto nell'accesso da Alagna Valsesia.

 

N.B.: Normalmente si raggiungono il Rifugio Città di Mantova o la Capanna Gnifetti e il giorno seguente si prosegue per la Capanna Regina Margherita e rientro al Passo Salati. E' comunque possibile raggiungerla direttamente in giornata mettendo però in preventivo il pernottamento. A quella quota, se non acclimatati, è assolutamente sconsigliato. Altra possibilità, per i più allenati o per gli sci-alpinisti, salita e discesa in giornata (attenzione all'orario dell'ultima discesa degli impianti dei Salati).

 

 

Da Macugnaga, frazione Pecetto, prendiamo i 2 tratti di seggiovia fino al Belvedere. Da qui proseguiamo con il comodo sentiero che sale leggermente a sinistra fino alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo e proseguiamo dall'altro lato con il comodo sentiero fino al Rifugio Zamboni-Zappa. Da qui diventa un po' problematico l'orientamento in quanto non c'è sentiero o segnavia. Ci teniamo a sinistra e ci dirigiamo verso il Ghiacciaio delle Locce. Lasciamo sulla nostra destra il Lago delle Locce e attentamente scegliamo il percorso sul Ghiacciaio. Ci dirigiamo verso la sua sommità: il Colle delle Locce. Qui ci troviamo sulla linea spartiacque tra la Valle Anzasca (Macugnaga) e la Valsesia (Alagna). Seguiamo a destra la cresta e oltrepassata la Punta Tre Amici proseguiamo fino a che, pochi metri sotto a sinistra (versante della Valsesia), vediamo il Bivacco Resegotti. Qui pernottiamo ed il giorno seguente, prestissimo, proseguiamo. Riprendiamo la cresta che dopo il Colle omonimo è denominata Cresta Signal. Seguiamo questa cresta scegliendo i passaggi più idonei e, raggirato l'ultimo grosso gendarme sul lato destro, arriviamo sul pianoro innevato sotto la Capanna Regina Margherita. Lo attraversiamo, passiamo a destra del gendarme e arriviamo alla destra (lato dei tiranti d'acciaio) della Capanna che costeggiamo fino al suo ingresso.

ATTENZIONE:

Dal la stagione invernale 2001/2002 la morena del ghiacciaio del Belvedere è in costante movimento e in continuo mutamento. Attenersi quindi a nuove eventuali indicazioni di percorsi alternativi sicuri.

Da alcuni anni il Ghiacciaio delle Locce è in costante e progressivo ritiro, diventa sempre più difficile e pericoloso percorrerlo per raggiungere il Colle delle Locce.
 

Curiosità

La Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d'Europa, sorge a 4.554 metri sulla Punta Gnifetti, la quarta vetta, per altezza, del massiccio del Monte Rosa.

Per poterla costruire vennero eseguiti alcuni lavori di “appiattimento” della cima; completata ed inaugurata nel 1893, venne dedicata alla Regina Margherita che, con un discreto numero di “accompagnatori”, tra cui Guide e Portatori, salì personalmente a visitarla.

La struttura, così come si presenta oggi, è frutto del radicale rifacimento ed ampliamento effettuato nel 1980.

Spesso contestata ed al centro di polemiche per la sua posizione, la Capanna Regina Margherita è ogni anno ambita meta di migliaia di alpinisti, che la raggiungono percorrendo le diverse vie di salita da Alagna Valsesia, Gressoney, Champoluc, Macugnaga, Zermatt.

Alcuni locali della struttura, in certi periodi della stagione estiva, vengono adibiti a centro ricerche; infatti ogni anno si avvicendano staffs medici provenienti da diversi paesi del mondo. Vengono raccolti dati tramite i questionari distribuiti agli alpinisti che salgono, e, in alcuni casi, vengono anche raccolti e valutati gli esiti dei tests e degli esami effettuati sui volontari presenti: misurazione della pressione, spirometria per la funzionalità respiratoria, saturazione dell'ossigeno, elettrocardiogramma ed alcuni controlli neurologici.

Negli ultimi anni un'iniziativa di questo genere, la più importante forse per organizzazione e tipologia degli esami effettuati, è quella che nel 1998, esattamente dal 18 luglio al 2 agosto, ha permesso di sottoporre diverse decine di alpinisti ad una serie di tests e controlli. A concretizzare questo "Progetto scientifico" furono la Fondazione S. Maugeri di Veruno (No), l'University of California di San Diego ed il Club Alpino Italiano; i coordinatori del team medico furono il Dottor George Cremona e la Dottoressa Paola Lanfranchi.

Presso i locali della "vecchia" funivia di Alagna Valsesia, venne allestito un vero e proprio centro medico, con tutte le strumentazioni necessarie per effettuare un primo check-up agli alpinisti intenzionati a raggiungere la Capanna Margherita. Un secondo check-up venne eseguito a destinazione, presso la Capanna; gli esami furono successivamente refertati e confrontati presso il reparto competente della Fondazione Maugeri. Qui, a distanza di pochi mesi, alcuni alpinisti furono ricontattati ed invitati a sottoporsi ad un nuovo check-up. Vennero ricreate artificialmente le condizioni ambientali (pressione atmosferica, ecc.) tipiche dell’alta quota, ed effettuati i tests relativi alla respirazione.


La Capanna Regina Margherita ha una grande notorietà nell'alpinismo internazionale e, come già accennato, gli alpinisti che la raggiungono, soprattutto nel periodo estivo, sono numerosi. Molti di loro trascorrono la notte alla Capanna Gnifetti o al Rifugio Città di Mantova per acclimatarsi un po', ma soprattutto per poter ripartire all'alba del mattino successivo verso la Capanna Margherita. Una volta arrivati, rispettando ovviamente i tempi medi di salita, hanno il tempo necessario per rientrare a valle in giornata.

Pochi altri alpinisti, invece, salgono direttamente senza tappe intermedie, mettendo in preventivo di passare la notte presso il "rifugio più alto d'Europa". Tutti, ed ancor di più quelli poco acclimatati, sono consapevoli che la notte sarà "disturbata" dai problemi dovuti all'alta quota, il cosiddetto “mal di montagna”. Il mattino seguente, però, possono proseguire effettuando delle bellissime traversate, come per esempio "Zumstein-Dufour-Nordend" oppure "Lyskamm-Castore", favoriti dalla partenza "alta" in discesa.

Un altro buon motivo per pernottare sulla Punta Gnifetti è il panorama. Oltre a quello "diurno" si può ammirare, fotografare e filmare quello della sera, della notte e del mattino.

Quest'ultimo offre ogni volta un'alba diversa: i colori sono incredibili e spesso sono vivacizzati da un'inaspettata nevicata notturna. La magica atmosfera è resa ancor più incantevole dalla presenza, non affatto rara, del mare di nuvole che separa dal mondo sottostante.

La notte, invece, offre la vista a 360° delle circostanti vette e delle loro sagome schiarite dalla luna; il cielo è gremito di stelle che apparentemente sono vicinissime, e nella lontana pianura le città ricche di luci, sembrano essere lì "a due passi".

Volutamente lasciato per ultimo, il tramonto suscita emozioni e sensazioni sempre diverse; i suoi colori hanno tonalità e fantasie che nascono da fantastici giochi tra nuvole e vento. E se la serata è fortunata ?

Ecco apparire anche lo Spettro di Brocken!!!

Banale, ma alquanto insolito e curioso, è il fenomeno detto appunto Spettro di Brocken (o anche Spettro di Broken), che si può verificare al termine del tramonto, ovviamente dalla parte opposta. La luna è già comparsa nel cielo; più in basso, appare un'immagine proiettata dagli ultimi raggi del sole sul grande schermo rappresentato dalla foschia serale.

Una grossa piramide, una figura squadrata sulla sua sommità ed alla destra un...

Sono le sagome della Punta Gnifetti, della Capanna Margherita e... dello "spettatore" che, incredulo, si muove per avere la certezza di essere... "in scena".


Un'altra particolarità della Capanna Regina Margherita, è quella di essere sede di una biblioteca. Il 6 agosto 2004, infatti, è stato inaugurato il distaccamento della Biblioteca Italo Grassi, intitolato al maestro di sci e guida alpina Emilio De Tomasi scomparso nel 2002.

Al momento dell'inaugurazione, grazie al prezioso contributo di alcune Case Editrici, la biblioteca più alta d'Europa disponeva di ben 160 libri e riviste specializzate.

 

Vette raggiungibili Rifugi raggiungibili
Piramide Vincent 4.215m C. Gnifetti Giovanni 3.647m
Corno Nero 4.322m R. Città di Mantova 3.498m
Ludwigshohe 4.342m B. Giordano Felice 4.167m
Balmenhorn 4.127m R. Sella Quintino 3.585m
Lyskamm orientale 4.527m R. Monterosa Hutte 2.795m
Lyskamm occidentale 4.481m  
Parrot 4.436m  
Zumstein 4.563m  
Dufour 4.634m  
Nordend 4.609m  
Castore 4.221m  

 

Immagini:

Il Team di Monterosa4000 visita il rifugio Capanna Margherita (Agosto 2010)

La salita al rifugio

Rifornimenti

Dalla balconata

La discesa