Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale

di Fabio Elli, Diego pezzoli

"Un libro che dovrebbe essere letto anche da tutti gli arrampicatori che si cimentano su vie lunghe e in ambiente e che devono far fronte a imprevisti o corte sezioni non superabili in libera."

Jim Bridwell

 

con contributi di

Jim Bridwell, Lorenzo Nadali, Jordi Mena, Franco Perlotto, Marco Furlani, Mark Hudon, Warren Harding, Erik Sloan, Matteo Rivadossi, Matteo Bertolotti, Chris McNamara, Royal Robbins, Silvia Vidal, Marcin Tomaszewski, Giuseppe Miotti, John Middendorf, Rossano Libèra, Andy Kirkpatrick, Xaver Bongard, John Middendorf, Diego Filippi, Giuliano Bressan, Libby Sauter, Mike Libecki, Angelo Riva

 

"È più che giusto che l’Italia, patria dell’arrampicata e santuario di grandi pareti, abbia un nuovo testo di riferimento per l’arrampicata artificiale, attività che è quasi una religione per i suoi appassionati praticanti. (…) Salire big wall richiede lavoro. Sono il lavoro e gli sforzi fatti per progettare che distinguono l’uomo dalla bestia, le cui fatiche sono in gran parte istintive. Il bisogno di lavorare, inteso come necessità di sforzarsi per raggiungere un traguardo, è una benedizione di primaria importanza per l’umanità ed è superfluo sottolineare quale ingente lavoro richieda questo modo di arrampicare: se siete pigri vi troverete meglio con l’arrampicata sportiva, il big wall climbing non è per gli oziosi.? L’arrampicata che vi aspetta sulle enormi pareti rocciose del mondo necessita, a causa della sua variegata natura, di una moltitudine di competenze molto sofisticate da adattare fluidamente ed efficacemente a quanto vi trovate davanti.?Questo permette all’uomo comune di sperimentare quella straordinaria autorealizzazione che consegue al successo, onestamente conquistata e per questo moralmente valida: dopo tutto c’è una sottile linea rossa tra equilibrio e stupidità, come c’è tra prudenza e codardia."

 

Dall’introduzione di Jim Bridwell

Questo non è un libro di avventure, o almeno non solo, impossibile leggerlo tutto d’un fiato, cento pagine al giorno. È un mattone che va masticato e digerito un boccone per volta, una pietanza altamente calorica di cui non fare indigestione. Abbiamo cercato di essere il più completi possibile, analizzando tutti o quasi i prodotti presenti sul mercato, ogni operazione è descritta con molteplici tecniche, spesso simili e ridondanti, ognuna con i suoi pro e i suoi contro. E quando sarete padroni di tutte loro, quando tutto scorrerà nel vostro sangue, non sarete al traguardo ma sulla linea di partenza, non sentitevi arrivati, ma solo pronti a dire "che il gioco abbia inizio". Noi siamo appena partiti…

 

Dall’introduzione degli Autori

Proprio come le montagne non sono solo mucchi di sassi agli occhi di chi come noi ci ha dedicato la vita, questo libro non è solo uno dei più approfonditi e tecnici manuali mai scritti su questa disciplina, ma è anche uno squarcio su un’arte finora misteriosa, poco conosciuta e a torto poco apprezzata, che meglio di molte altre promette grandi emozioni ed avventure allo scalatore che avrà la voglia e l’umiltà di avvicinarcisi nel modo giusto.

 

A spiegazioni dettagliate sull’uso dei più esotici materiali ed alla descrizione di tutte le più attuali tecniche di progressione si affiancano venti racconti dei migliori specialisti di arrampicata artificiale del mondo, racconti capaci di farci apprezzare, attraverso parole di esaltazione e sofferenza, la passione che li muove.

 

Un libro questo che può essere letto a diversi livelli e che sarà utile a tutti: al principiante, che ne guadagnerà una serie di trucchi ed un nuovo punto di vista sulla sicurezza in parete, allo scalatore esperto ma che ha sempre cambiato itinerario quando su una relazione leggeva la parola "artificiale" e che ora potrà realizzare sogni più ambiziosi, al semplice appassionato di letture di montagna, che verrà trasportato su pareti fantastiche dalle parole graffianti di chi ha dedicato la vita al mondo del verticale e delle staffe.

 

Fabio Elli, classe 1980, ingegnere chimico, abita in provincia di Como. Conosce la montagna e l’arrampicata con suo papà nel 1994 e da lì non smette più. Grande appassionato di alpinismo e cascate di ghiaccio, ma anche di bicicletta e fotografia. Sente fin da subito il fascino delle staffe ma inizia a dedicarcisi davvero nel 2010, spesso in solitaria. Ha salito molte delle più belle grand course nel gruppo del Monte Bianco, il Mooses Tooth in Alaska nel 2010 e Lurking Fear al Capitan nel 2015.

 

Diego Pezzoli, classe 1980. Geometra, abita in provincia di Bergamo. Ha conosciuto l’arrampicata solamente nel 2008 e dopo tre anni di intensa gavetta in giro per le Alpi, ha scoperto la scalata artificiale. Affascinato dalle grandi pareti sulle quali bisogna stare a lungo ha scalato sul El Capitan, in Yosemite, e nella sua amata Norvegia le pareti del Blåmann e dello Stetind. Nel 2013 è stato il primo Internazionale a partecipare alla gara di Artificiale "Alpine Marathon" a Svetogorsk in Russia. Ha aperto nel 2014 una nuova via sul Pinnacolo di Maslana (Valbondione, Bg): " Baba Jaga" probabilmente la prima e impegnativa linea di artificiale moderno nelle valli bergamasche.

 

EditoreVersante Sud srl - Milano (Mi)

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