Il lago Effimero

Sembra ieri e... del Lago Effimero non si parla più. Meglio così, in un certo senso, se non se ne parla significa che la situazione è tornata alla normalità. Gli abitanti della Valle Anzasca, però, e tutti coloro che hanno seguito il fenomeno da vicino, non hanno dimenticato la preoccupazione e l'ansia dell'estate 2002. In quel periodo, Monterosa4000 ha seguito in diversi modi il fenomeno della formazione del lago, delle misure adottate per controllare il livello dell'acqua ed il grado di sicurezza per la popolazione della Valle Anzasca. Certamente importanti sono stati i comunicati di aggiornamento di Teresio Valsesia, sindaco di Macugnaga, e di Roberto Marone, presidente della sezione di Macugnaga del Club Alpino Italiano; grande cortesia e disponibilità anche di Walter Berardi, responsabile del C.N.S.A.S. (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico) dal 1997 e presidente della Commissione Valanghe della Comunità Montana Monte Rosa dal 2000. Il lago Effimero si è formato nelle immediate vicinanze del Lago delle Locce, un altro laghetto di origine glaciale situato a 2.300 metri circa, poco sopra l'Alpe Pedriola, proprio ai piedi della parete est del Monte Rosa. Nel luglio del 1979, il Lago delle Locce ha creato non pochi problemi quando, per un cedimento di un tratto di sponda, una grossa quantità d'acqua si è riversata a valle danneggiando alcune abitazioni, le più vicine al torrente Anza. Questo brutto ricordo, neanche tanto lontano nel tempo, ha fatto scattare un "meccanismo" di prevenzione che è riuscito a mantenere la situazione entro i limiti di sicurezza, anche con il monitoraggio del livello dell'acqua 24 ore su 24. Nel mese di giugno del 2002, il Lago Effimero ha raggiunto dimensioni notevoli, circa 3-4 milioni di m³ di acqua, con una temperatura costante di 0,5°C ed una profondità massima di 50 metri. La temperatura in quel periodo era incredibilmente sopra la media stagionale e, quindi, l'acqua del disgelo che lo alimentava era tanta... troppa. Un dato molto significativo era lo zero termico: stazionava oltre i 4.000 metri con punte massime a 4.500, non rispettando assolutamente i 3.500 metri della media stagionale. Nei primi giorni del mese di luglio, finalmente, la veloce crescita del livello dell'acqua si è arrestata, anzi si è verificata una diminuzione naturale. Pochi giorni dopo è entrata in funzione anche un'idrovora, con la quale si è portato il livello ad un punto di totale sicurezza, abbassandolo di oltre 4 metri. L'acqua veniva aspirata e convogliata nel vicino torrente Pedriola che, più a valle, raggiunge il torrente Anza. All'operazione di monitoraggio e di aspirazione, hanno preso parte i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Guardia di Finanza, il Soccorso Alpino ed alcuni militari degli Alpini della vicina Valle d'Aosta. Tornando al presente, Monterosa4000 ripropone il servizio con le sue foto esclusive che, pur essendo oggi... d'archivio, rimangono a testimonianza di uno dei tanti fenomeni naturali della montagna.