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NELLA
TERRA DELLA MORTE BIANCA
Nel
1912 il trentaduenne ufficiale di navigazione russo Valerian
Albanov, si imbarcò sulla Santa Anna alla ricerca di nuovi terreni di
caccia. La Santa Anna rimase ben presto intrappolata nella gelida morsa
del Mar di Kara - una sventura resa ancora più grave da un comandante
incompetente, dall'assenza di carte nautiche fondamentali, insufficiente
carburante e da scorte inadeguate che indebolirono e debilitarono
l'equipaggio colpito dallo scorbuto.
Per
quasi un anno e mezzo, venticinque uomini e una donna a bordo della
Santa Anna sopportarono terribili privazioni e pericoli, inesorabilmente
trascinati verso nord dalla deriva. Certi che la Santa Anna non si
sarebbe mai liberata dai ghiacci, Albanov e altri tredici uomini
dell'equipaggio abbandonarono la nave nel gennaio del 1914, nel
disperato tentativo di sfuggire al destino di morte, attraversando il
mare ghiacciato con slitte e kayak improvvisati, nella speranza di
raggiungere le lontane coste della Terra di Francesco Giuseppe. Con il
solo aiuto di una mappa inesatta, Albanov guidò i suoi uomini lungo un
pericoloso ed estenuante viaggio di 235 miglia durato 90 giorni, fra
tempeste, tratti di mare aperto, ghiacciai, attacchi di orsi polari e
trichechi, inedia, malattia, ammutinamento fino alla terraferma, dove
però giunsero solo in due. Dell'equipaggio rimasto a bordo e della nave
non furono più trovate tracce.
Casa
Editrice Corbaccio S.r.l. - Milano
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